Il Rugby non finisce all'ottantesimo minuto e nemmeno quando appendi le scarpette al chiodo.
Il Rugby è per tutta la vita.
(Pablo Devoto, pilone argentino)
Questo sport per Renzo Colognese, padre della palla ovale montebellunese, non é stato solamente un gioco ma soprattutto una scuola di vita.
Il rugby arriva a Montebelluna sul finire del 1976 grazie proprio a Renzo Colognese dinamico imprenditore locale dai molteplici interessi ed ex giocatore dell'Ignis Treviso. Il battesimo ufficiale avviene il 9 Gennaio 1977 nella sala riunioni del Municipo di Montebelluna. Gli inizi non sono facili: manca un vero e proprio terreno di gioco (gli atleti si allenano sui prati che circondano Villa Pullin), non ci sono spogliatoi e servizi(si usa la cappella sconsacrata della villa stessa) ma c'é un grande entusiasmo.
Si moltiplicano le adesioni e nel giro di qualche mese quasi un centinaio di ragazzi si ritrovano a frequentare i campi della Villa.
Ad allenarli viene chiamato una gloria del rugby trevigiano, Sergio Blessano, ex terza della Metalcrom Treviso. Blessano viene affiancato da Lucio Vendramin, Giorgio Isetta e Giorgio Piccolo in quello che sarà il primo quadro tecnico della neonata società. Superato lo scoglio del reclutamento dei giovanissimi e risolti i problemi economici grazie alla sponsorizzazione del calzaturificio Garmont, l'A.S.R. Montebelluna si presenta ai nastri di partenza nella stagione 1977-78 con ben quattro squadre: la giovanile (under 19) affidata a Sergio Blessano; i cadetti (under 17) sotto la guida di Lucio Vendramin; mentre ad allenare le aquile (under 15) e gli aquilotti (under 13) sono chiamati rispettivamente Giorgio Isetta e Sergio Zanellato.
L'annata 1978-79 é ricca di soddisfazioni per i giallo-verdi: la squadra seniores ottiene un importante terzo posto che significa la permanenza in serie C1 e l'under 19 manca di un soffio la qualificazione alla fase nazionale sfiorando la vittoria con la mitica Tarvisium. Fanno parte di quella squadra giocatori del calibro di Sergio "Barbe" Caverzan, Andrea Bergamin, Loris Deon, i fratelli Andrea e Lorenzo Ren e Vittorio Favero, tutti destinati negli anni successivi a trasferirsi in blocco nella formazione maggiore e a farne la sua fortuna. Fortuna che, ridotta in termini numerici, significa: promozione in serie "B" nella stagione 1980-81, una finale di coppa Italia persa per un punto a Reggio Emilia nello stesso anno e tre secondi posti consecutivi nelle stagioni 1981-82, 1982-83,1983-83 alle spalle di grandi squadre come Cus Genova, Calvisano e Mogliano promosse in serie "A".
Alla guida del settore tecnico viene chiamato Gianni Franceschini, ex mediano di mischia della nazionale italiana e tecnico federale, mentre Sergio Blessano, artefice della promozione in "B", viene dirottato agli under 19. Sono indubbiamente questi gli anni migliori per la palla ovale del capoluogo Montelliano. Le "Volpi" (questo il simbolo del rugby montebellunese) giallo-verdi affrontano e superano formazioni blasonate quali Frascati, Rieti, Villorba, Paese, Mogliano Cus Genova, Reggio Calabria Amatori Milano. La serie "A" sfugge più volte per un soffio, ma l'obiettivo sembra raggiungibile quando nella seconda metà degli anni '80 arriva uno sponsor importante ed ambizioso come la Lotto.
Nella stagione 1984-85 si gioca anche la carta dello straniero. Compare così in terra montelliana Bernard Boy, ex terza linea della pluriscudettata formazione dell'Agen e giocatore di straordinarie doti fisiche e morali. Ma le ambizione di approdare alla massima serie sono destinate ad infrangersi di fronte all'emergere di meglio organizzate realtà rugbystiche e di fratture all'interno della società che nel giro di pochi anni la vedranno tornare nel "purgatorio" della "C1" prima ed in "C2" poi.
Dopo una lunga parentesi federale, torna Gianni Franceschini, il quale, forte di un nuovo organico di gestione, nei primi due anni vince il campionato di "C2" e, sulle ali dell'entusiasmo, centra la seconda promozione in serie "B" della sua storia.
Ritornati nel piano "nobile" del rugby Italiano si punta al grande salto in serie "A", le premesse non mancano ma la stagione 1990-91 si conclude con un' amara retrocessione.
Gli anni '90 si possono considerare anni di transizione per il rugby montebellunese. La squadra disputa dei dignitosi campionati ma resta comunque lontana dai vertici, mentre il settore giovanile, colpevolmente trascurato, non riesce a ritornare ai fasti degli anni di Boy e Favero.
Il ritorno di Sergio "Barbe" Caverzan come direttore tecnico sembra rianimare un ambiente depresso e dare nuove motivazioni al gruppo di giocatori. Prove buone si alternano a prove meno buone ed alla fine il team gialloverde si piazza a metà classifica non senza essere prima riuscito a togliersi qualche bella soddisfazione ed aver messo in vetrina qualche giovane interessante come il pilone Telatin e l'apertura Garbujo. Il sospirato salto di categoria non arriva, però, nemmeno negli anni successivi anche se gli uomini di Caverzan disputano sempre dei campionati da alto profilo.
Il resto è storia recente, la presidenza prima di Sernagiotto, poi di Durante, la creazione di una seconda società, il rugby Monte, delegata a svolgere l'attività giovanile, la retrocessione in "C2" e il ritorno dopo due anni in "C1" in un infuocato spareggio con il Villadose.
Grazie all'arrivo di una guida esperta come Gianni Zanon (ex terza linea della nazionale, ed ex campione d'Italia con il Benetton), alla collaborazione con le vicine società di Castelfranco ed Asolo e alla ricostituzione del settore giovanile dove già si intravedono buoni talenti, il Montebelluna ha intrapreso una nuova, più grande ed emozionante sfida.
Oggi Enrico Basso è alla presidenza del Montebelluna Rugby, supportato da un ricco team, tra cui ricordiamo Il general Manager Gastone Marchi ed il team Manager della prima squadra Gianni Boscolo.
Gli allenatori della prima squadra sono Giancarlo Merlo, ex giocatore di serie "A" e allenatore da quattro anni, Roberto Foglia, ex giocatore di serie "A" e Gianni Troncon, ex giocatore di serie "A" ed ex secondo allenatore della nazionale under 15.
Tutto questo per un obiettivo ambizioso: puntare alla serie B!
Non potevamo però non ricordare anche tutte quelle persone che, con il loro lavoro quotidiano, ma magari un pò più in sordina, e con la loro dedizione alla prima squadra ed al settore giovanile, contribuiscono a fare del Montebelluna Rugby, il gioiello che oggi è.
La storia del rugby é fatta anche di loro.
Tratto dalla "Storia del Montebelluna Rugby" di Paolo Valbusa